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2. introduzioni – 30 MARZO 2025 4ª DOMENICA DI QUARESIMA

30 MARZO 2025

4ª DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica «laetare»)

FRA MISERIA E MISERICORDIA

La liturgia della quarta domenica di Quaresima ci propone, sia nella prima lettura, sia nella seconda, sia nel vangelo, il tema della riconciliazione col Padre.
Tale riconciliazione è, in un senso importante, innanzitutto un ritorno: alla nostra libertà, dopo la schiavitù del peccato; alla nostra condizione di uomini, creati a immagine e somiglianza di Dio, dopo la distorsione del suo volto operata dal male; alla nostra dignità di figli, dopo l’apparente vittoria della morte.

PRIMA LETTURA

Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
Per gli Israeliti, giunti finalmente nella terra promessa, il ricordo della schiavitù patita presso gli Egiziani non è più un’umiliazione. Dio ha infatti provveduto a fare del grido di dolore del suo popolo un punto di partenza per condurlo fino alla libertà.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 33(34)

Tutti siamo poveri di fronte a Dio. Tutti abbiamo dunque motivo di ascoltare la sua Parola e di rallegrarci per la sua misericordia.

SECONDA LETTURA

Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.
Dopo la croce e risurrezione di Cristo, il punto non sono più i nostri peccati, che possono essere vinti dalla misericordia di Dio, ma la nostra volontà di aprirci o meno a tale misericordia.

VANGELO

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
Dio non è «particolarmente paziente» secondo i nostri canoni, è semplicemente a un altro livello. In questo brano del vangelo di Luca, sia il figlio minore, sia il figlio maggiore continuano a ragionare in termini di meriti e di demeriti; il padre, invece, mette in gioco un nuovo elemento che sconvolge l’intera storia: un amore infinito.

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2. introduzioni – 23 MARZO 2025 3ª DOMENICA DI QUARESIMA

23 MARZO 2025

3ª DOMENICA DI QUARESIMA

UN TEMPO PER LA CONVERSIONE

Il miglior modo per non convertirsi è credere di essere «già a posto così». Gli interlocutori di Gesù, nel brano di vangelo di questa domenica, sono sicuri di conoscere già la verità sugli eventi di cronaca cui assistono: qualcuno di colpevole è stato punito. Anche gli Egiziani, nella prima lettura, sono sicuri di poter esercitare indisturbati il loro dominio sugli Israeliti.
Il Signore però non si dimentica degli oppressi e conosce le loro sofferenze (Es 3,7). Per questo, usando le parole di san Paolo: «chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere» (1 Cor 10,12).

PRIMA LETTURA

Io-Sono mi ha mandato a voi.
Il Signore si rivela a Mosè come il Dio che ha pervaso la sua storia ancor prima che egli nascesse. Il bambino «salvato dalle acque» scopre così che la sua esistenza non è stata dominata dal caso, ma è parte integrante di un progetto di salvezza che coinvolge tutto il suo popolo.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 102 (103)

Il Signore è un Dio misericordioso. Egli non si rifiuta all’uomo, ma desidera farsi conoscere e interviene a suo favore.

SECONDA LETTURA

La vita del popolo con Mosè nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento.
Essere beneficiari dell’amore di Dio non basta per essere salvi. Tutti noi, in quanto figli, siamo infatti amati dal Padre. In quanto liberi e responsabili, però, siamo anche chiamati a una scelta: rispondere positivamente alla sua proposta di collaborazione o sprecare il nostro tempo a lamentarci.

VANGELO

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
Di fronte alla proposta di discussione dei suoi contemporanei, Gesù sembra non cogliere il punto e preoccuparsi di un generico futuro. In realtà però, sono i suoi interlocutori a non curarsi dell’oggi, perdendosi in fatti di cronaca e non interrogandosi sul senso profondo del tempo che stanno vivendo.

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2. introduzioni – 16 MARZO 2025 2ª DOMENICA DI QUARESIMA

16 MARZO 2025

2ª DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

CRISTO, RIVELAZIONE DEL VOLTO DEL PADRE

In Gesù Cristo, Dio chiama ogni uomo a diventare veramente se stesso. Nel volto trasfigurato del Figlio si mostra il Padre, ma viene anche esaudita una promessa: quella di un’umanità liberata dalla miseria e dalla schiavitù del peccato.
Si tratta della stessa promessa che il Signore aveva fatto ad Abramo e che ripropone a ciascuno di noi quando entriamo in relazione con lui nell’ascolto della Parola, nella preghiera e nella carità sollecita verso i fratelli.

PRIMA LETTURA

Dio stipula l’alleanza con Abram fedele.
Non è l’uomo a trovare Dio, è Dio che prende l’iniziativa e si rivela all’uomo. Così accade in tutto l’Antico Testamento e, in particolare, nel caso di Abramo. Entrare in relazione col Signore e fare la sua volontà è dunque una possibilità concreta, per chi scelga di fidarsi di lui.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 26 (27)

Il volto autentico di Dio è fonte di vita e ricercando la vera vita non si può che giungere al volto autentico di Dio.

SECONDA LETTURA

Tra parentesi [ ] la forma breve.

Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso.
Il cristiano non esaurisce la sua speranza entro i confini del mondo. In questo mondo, tuttavia, egli è chiamato a essere testimonianza autentica di un’umanità redenta, simbolo vivente di ciò che verrà.

VANGELO

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
Gesù, in quanto Figlio, è in intima e personale relazione col Padre. In questa relazione, però, non c’è nulla di «esclusivo». La richiesta di Pietro infatti: «Facciamo tre capanne» (Lc 9,33) non viene ascoltata e Gesù ridiscende dal monte, per andare incontro alla croce.

 

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2. introduzioni – 9 MARZO 2025 1ª DOMENICA DI QUARESIMA

9 MARZO 2025

1ª DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della tentazione)

IN RAPPORTO COL PADRE

La liturgia di oggi propone tre professioni di fede: quella del popolo d’Israele, quella scritta dall’apostolo Paolo per i cristiani di Roma e quella di Gesù stesso che, tentato nel deserto, conferma la sua fiducia nel Padre.
La Parola ci invita dunque, in questa prima domenica di Quaresima, a interrogarci sulla nostra professione di fede e a formularla chiaramente. Due attività che possono essere svolte soltanto nel silenzio e nella solitudine di un deserto.

PRIMA LETTURA

Professione di fede del popolo eletto.
Solo grazie alla consapevolezza del lungo cammino compiuto insieme al Signore il popolo d’Israele può veramente lodarlo, offrendogli le primizie del suolo. Non è infatti possibile professare la propria fede in un Dio che non si conosce.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 90 (91)

Le parole del Salmo, che, nel vangelo di oggi, Satana tenterà di utilizzare per i suoi scopi, presuppongono in realtà una totale fiducia nel Signore.

SECONDA LETTURA

Professione di fede di chi crede in Cristo.
Chi crede in Cristo con il cuore, proclama la sua fede con la bocca: tra le due cose, se vissute nella verità, non c’è contraddizione alcuna. Dalla fede, creduta e professata, vengono sia la giustizia che la salvezza.

VANGELO

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.
Il diavolo (la cui etimologia è il greco «diábolos», cioè «colui che divide»), tenta per tre volte di spezzare il legame fra Cristo e il Padre. Messo alla prova, Gesù resiste utilizzando strumenti che sono a disposizione di ciascuno di noi: la conoscenza della Parola e l’onestà nell’applicarla.

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2. introduzioni – 23 FEBBRAIO 2025 7ª DOMENICA T.O.

23 FEBBRAIO 2025

7ª DOMENICA T.O.

AMATE I NEMICI

PRIMA LETTURA

Il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano.

In questo brano, Davide ha l’opportunità di uccidere il re Saul, che lo perseguita ingiustamente. Tuttavia, sceglie di risparmiare la vita del re, dimostrando rispetto per l’unto del Signore e affidandosi alla giustizia divina.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 102 (103)

Il salmista loda la misericordia e la bontà di Dio, invitando l’assemblea a benedire il Signore per i suoi benefici e il suo amore compassionevole verso coloro che lo temono.

SECONDA LETTURA

Come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste.

San Paolo riflette sulla distinzione tra l’uomo terreno, Adamo, e l’uomo celeste, Cristo. Esorta i credenti a conformarsi all’immagine di Cristo, partecipando alla sua natura spirituale e alla vita nuova che Egli offre.

VANGELO

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Gesù insegna ai suoi discepoli l’amore radicale verso i nemici, invitando a fare del bene a coloro che li odiano e a pregare per chi li maltratta. Questo amore misericordioso riflette la perfezione del Padre celeste e chiama i credenti a vivere una generosità senza misura.

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2. introduzioni – 16 FEBBRAIO 2025 6ª DOMENICA T.O.

16 FEBBRAIO 2025

6ª DOMENICA T.O.

BEATI VOI

PRIMA LETTURA

Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
Utilizzando immagini forti, tipiche della sua predicazione, il profeta mette  confronto i due atteggiamenti: quello di ci confida solo nelle proprie forze e quello della fede nel Signore che sarà l’unico a dare frutti duraturi.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 1

Il salmo 1, che apre il libro dei salmi, riprende la predicazione di Geremia per riaffermare la scelta coraggiosa ma carica di futuro che i giusti devono fare: radicarsi nel signore.

SECONDA LETTURA

Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede.
Al centro del messaggio di Paolo c’è la certezza della risurrezione del Signore, garanzia della vita eterna che sostiene le scelte evangeliche di ogni giorno.

VANGELO

Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
In questo brano del vangelo di Luca, Gesù affianca le beatitudini, rivolte in modo molto più concreto a chi vive nella povertà, nell’indigenza e nel dolore, ai “guai” vero chi crede di poter vivere e godere in questa vita, senza rispondere al proprio destino ultraterreno con responsabilità, giustizia e condivisione.

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2. introduzioni – 9 FEBBRAIO 2025 5ª DOMENICA T.O.

9 FEBBRAIO 2025

5ª DOMENICA T.O.

VOCAZIONE E RISPOSTA

La liturgia di oggi ci presenta tre uomini, il profeta Isaia, Paolo di Tarso e Simon Pietro, che sono stati chiamati da Dio. Nessuno di loro ha potuto scegliere quando ricevere questa chiamata e tutti, nel momento in cui essa è arrivata, si sono sentiti impreparati e indegni a riceverla.
Quello che hanno potuto decidere, però, è cosa rispondere: se superare il senso di vertigine per la sproporzione tra la missione che gli veniva assegnata e le loro forze o se lasciarsi vincere, rimanendo indifferenti.

PRIMA LETTURA

Eccomi, manda me!
La consapevolezza del proprio peccato è il primo passo per aprirsi alla redenzione. Proprio questo è ciò che accade al profeta Isaia: chiamato da Dio, egli viene mondato dalle sue colpe e diventa un uomo nuovo, capace di assumersi nuove responsabilità.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 137 (138)

Il salmista non vuole lodare quegli dei che rendono l’uomo schiavo, ma l’unico vero Signore, la cui legge è salvezza e libertà.

SECONDA LETTURA

Tra parentesi [ ] la forma breve.

Così predichiamo e così avete creduto.
Non è per modestia che l’apostolo Paolo definisce la sua condizione precedente alla rivelazione di Cristo come «un aborto». Con questo termine egli intende piuttosto descrivere la situazione in cui si trova l’uomo quando pretende di fare a meno di Dio: quella di un progetto interrotto.

VANGELO

Lasciarono tutto e lo seguirono.
In questo brano del vangelo di Luca, Gesù chiede a Pietro di fidarsi di lui. Nel farlo, non fornisce prove e non ricorre a sottili argomentazioni: Cristo stesso e la sua Parola sono le uniche certezze su cui il pescatore galileo può basarsi per compiere questa scelta, che risulterà decisiva per la sua intera esistenza.

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2. introduzioni – 26 GENNAIO 2025 3ª DOMENICA T.O.

26 GENNAIO 2025

3ª DOMENICA T.O.

LA PAROLA OGGI

La liturgia di oggi si gioca quasi interamente sul parallelismo tra due letture. Nella prima lettura il popolo, di ritorno dall’esilio in Babilonia, si commuove udendo le parole della Legge, simbolo della sua libertà ritrovata.
Nel vangelo, è Gesù stesso ad annunciare il sorgere di un nuovo tipo di libertà, garantita e realizzata dalla sua persona e valida per l’uomo di ogni tempo: la libertà dal dominio del peccato e della morte.

PRIMA LETTURA

Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.
La legge, manifestazione della fedeltà del popolo d’Israele, è stato ed è uno strumento potente per avvicinarsi al Signore. Essa non trova però il suo senso ultimo nel pianto, ma nella certezza che Dio ama l’uomo e non lo abbandona alla sua storia di schiavitù.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 18 (19)

La testimonianza del Signore, dice il salmista, è stabile e questa stabilità è garantita dalla persona di Cristo.

SECONDA LETTURA

Tra parentesi [ ] la forma breve.

Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ognuno secondo la propria parte.
L’apostolo Paolo ci parla di quanto sia essenziale e al tempo stesso difficile essere una comunità cristiana. Solo in virtù della nostra unione nella persona di Gesù possiamo essere davvero suoi testimoni; ma quest’abbandono non è un lasciarsi andare: è frutto di una fatica che ci richiede di mettere a servizio le nostre migliori capacità, non di perderle.

VANGELO

Oggi si è compiuta questa Scrittura.
L’annuncio che Gesù fa nella sinagoga è lo stesso che Luca rivolge a Teofilo ed è lo stesso che riceviamo noi oggi: Dio non ci ha lasciati soli, egli si è manifestato nella nostra storia e ha testimoniato di persona la sua grandezza, fonte di speranza per l’uomo di ogni tempo.

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2. introduzioni – 19 GENNAIO 2025 2ª DOMENICA T.O.

19 GENNAIO 2025

2ª DOMENICA T.O.

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

CRISTO, RINNOVATORE DELLA STORIA, E LA CHIESA, SUA SPOSA

Con la liturgia di questa domenica, cominciamo quel lungo e appassionante cammino di conoscenza di Cristo che è il tempo ordinario.
Questo cammino comincia con un «miracolo», laddove con questo termine non si fa riferimento tanto a un’alterazione delle leggi di natura, quanto piuttosto a un cambiamento di senso della storia. Il vero miracolo di Gesù è infatti la sua stessa presenza, che trasforma ciò che era vecchio e stantio in qualcosa di nuovo e di migliore.

PRIMA LETTURA

Gioirà lo sposo per la sposa.
La Gerusalemme descritta da Isaia è figura della storia dell’uomo, redenta, trasformata e arricchita di un senso dalla venuta nel mondo del Signore. Il diadema regale, simbolo della sua vittoria sul male, viene nominato accanto alla palma, immagine del martirio.

 

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 95 (96)

La novità della venuta di Gesù Cristo nel mondo richiede un nuovo approccio alla vita, che si esprima in un nuovo canto.

SECONDA LETTURA

L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
Come Cristiani, siamo chiamati a costruire una nuova storia. Per questa missione ciascuno di noi deve mettere a servizio i suoi migliori carismi, i quali, però, hanno senso solo se mantengono vivo il loro scopo: renderci immagine di Cristo.

VANGELO

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
Nella risposta di Gesù a Maria («Non è ancora giunta la mia ora») c’è un’indicazione per coloro a cui il Vangelo è rivolto, cioè per noi: il senso ultimo di ciò che egli compie, sarà svelato nel sacrificio pasquale. La sua missione, infatti, non è di far riuscire bene le feste di nozze, ma di trasformare la nostra storia di privazioni in una storia di salvezza.

 

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2. introduzioni – 12 GENNAIO 2025 BATTESIMO DEL SIGNORE

12 GENNAIO 2025

BATTESIMO DEL SIGNORE

GESÙ, FIGLIO DI DIO, SI BATTEZZA COME UN PECCATORE

In questa domenica, siamo invitati a riflettere sulle scelte di Gesù e, di conseguenza, su quelle che siamo tenuti a fare se vogliamo seguire il suo esempio.
Egli, pur essendo il Messia tanto atteso, si reca, come molti suoi contemporanei, al Giordano, per farsi battezzare da Giovanni. Il suo gesto non va interpretato primariamente in senso morale («non ti isolare, anche se sei superiore»), ma teologico: Dio non disprezza la nostra debolezza, entra invece in essa, s’incarna, e la redime con forza e tenerezza.

PRIMA LETTURA

Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno.
Isaia annuncia la fine della tribolazione di Gerusalemme e l’inizio di una grande gioia. Per noi, oggi, la liberazione definitiva è la venuta nel mondo del bambino Gesù e la sua condivisione della nostra umanità.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 103 (104)

Esaltare la grandezza di Dio e il suo dominio sulle forze della natura è un buon modo per riflettere su quale grande dono sia stata la sua scelta di farsi uomo.

SECONDA LETTURA

Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.
Dio non ha bisogno di redimerci, tanto quanto Gesù non ha bisogno di battezzarsi. Non sono infatti le logiche del bisogno a muovere l’azione di Dio, ma la sovrabbondanza del suo amore per l’uomo, al di là di ogni calcolo sui meriti o sui demeriti delle sue creature.

VANGELO

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.
Il battesimo di Giovanni era un invito a rinnovarsi e ad attendere il momento in cui si sarebbe manifestata la grazia purificatrice e rigeneratrice di Dio. La venuta nel mondo di Gesù è il manifestarsi di quella grazia: per mezzo di lui possiamo entrare in relazione col Padre e diventare uomini nuovi.