Pubblicato il

4. Letture – XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

PRIMO OTTOBRE
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«IL MIO CIBO È FARE LA VOLONTÀ DEL PADRE» (Cf Gv 4,34)

PRIMA LETTURA

A Babilonia i primi deportati erano morti, e i figli erano in esilio per colpe commesse dai padri.
Ci si chiedeva perché Dio facesse scontare ai figli le colpe dei padri. Il profeta Ezechiele interviene con forza più volte per affermare che, anche se le conseguenze del male compiuto toccano anche degli innocenti, la strada della salvezza è nella personale conversione del cuore e nel ritorno al Signore.

Dal libro del profeta Ezechiele   Ez 18,25-28

Così dice il Signore: «Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE      

Dal Salmo 24 (25)
Il salmista fa la sua professione di fede nella bontà e nella giustizia del Signore, invoca la sua misericordia e chiede umilmente di essere guidato sulla via della giustizia e della salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA

TRA PARENTESI [ ] LA FORMA BREVE.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.
Paolo è molto affezionato alla comunità di Filippi e sente il bisogno paterno di farla crescere nella fede e nella vita fraterna. Per questo, o per prevenire o per correggere comportamenti non evangelici, presenta Cristo come modello. L’inno stupendo traccia la parabola storica della missione di Gesù: lascia i privilegi della condizione divina, si fa uomo, con la sua obbedienza crocifissa salva l’umanità e viene esaltato da Dio Padre, diventando re dell’universo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi                       Fil 2,1-1

[Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù]:
egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre. Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO     

Gv 10,27

Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.

VANGELO

Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
L’evangelista Matteo nei due figli vede Ebrei e pagani. Per fare la volontà del Padre non bastano i buoni propositi, è necessaria la conversione e il lavoro evangelico nella comunità e nel mondo. Così i peccatori che cambiano vita passano davanti a coloro che si credono giusti solo con le parole.

Dal vangelo secondo Matteo      Mt 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore.